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Storia e Leggende by Pietro Perri

San Fili

Il primordiale nucleo abitativo di San Fili sembra si sia sviluppato attorno al vertice del promontorio ove è posta la chiesa matrice. Pian piano si è esteso sulla cresta contigua ovest ad unificare il sistema a sella di raccordo che, attualmente, ne definisce il particolare assetto urbano.
Il nome originario Felum pare derivi da Sanctus Felix e cioè San Felice (il martire spagnolo che offrì il martirio sotto Diocleziano o dall'omonimo vescovo martire africano).
Fu villaggio di Rende. Il più antico documento nel quale compare esplicitamente citato il casale con la denominazione Sancti Felicis, in connessione alla terra e al castello di Rende, è un atto notarile datato 7 ottobre 1267. Feudo dell'arcivescovo di Cosenza, infatti, seguiva più direttamente le sorti politiche del centro provinciale. Nel 1445 divenne possedimento degli Adorno.Nel 1532 venne infeudato agli Alarçon Mendoza della Valle Siciliana che lo tennero fino all'eversione della feudalità (1806).
Per l'ordinamento amministrativo disposto nel 1799 dal Generale Championnet venne riconosciuto Comune e inserito nel cantone di Cosenza. I francesi, per la legge 19 gennaio 1807, ne fecero un Luogo comprendendolo nel cosiddetto Governo di Rende. Questa disposizione venne confermata per decreto 4 maggio 1811, istitutivo dei Comuni e dei Circondari e dal riordino disposto dal Borbone per la legge I maggio 1816 in virtù della quale gli venne assegnato il villaggio di Bucita come frazione.
Il paese subì gravi danneggiamenti dal terremoto del 1905.

 

 

Bucita

Per risalire alle prime notizie su Bucita, bisogna rifarsi alla vita di Gioacchino da Fiore. L'abate Gioacchino, nato a Celico tra il 1100 ed il 1130, dopo i viaggi in Oriente intorno al 1148, entrò nel monastero della Sambucina nel territorio di Luzzi, dopo circa un anno cominciò a predicare la parola di Dio, e fu così che si recò nel villaggio di Bucita ove predicò tra il 1154 ed il 1155. Il nome Bucita, che deriva dal latino "Bucetum" (pascolo) , fa pensare che il territorio del paese, era anticamente un punto di incontro per le greggi ed i pastori dei dintorni. Una leggenda popolare voleva che la parola Bucita derivasse da "Fuggita" ovvero posto strategico in cui i briganti della zona si rifugiavano, anche perché il territorio era racchiuso e protetto dalle gole di due torrenti (il Franchino ed il Vrinco), inoltre la montagna rappresentava un'ottima via di fuga. L'agglomerato urbano si è sviluppato con il passare degli anni intorno ad un'antica cappella rurale dove predicò, come detto, l'Abate Gioacchino. Il villaggio di Bucita appartenne al territorio di competenza di Montalto Uffugo fino al 1816, quando una Legge Borbonica, l'assegnò a San Fili. La frazione attualmente si estende lungo la Strada provinciale San Fili - Montalto, che nel centro abitato assume il nome di via Giuseppe Miniaci. I quartieri principali sono: le Casalini e Via Danise situati al di sopra del corso Miniaci, nella parte più a valle troviamo Via Fornelle, Via Fontanelle e le "Case Sottane". Il territorio di Bucita è ricco di antiche sorgenti che sgorgano in freschissime fontane le più importanti sono: Danise, Tommarinaro, Panicò. La Chiesetta dedicata a Sant'Antonio Abate risale al XVI secolo e fu adoperata come ricovero per poveri. Dichiarata Monumento Nazionale conserva un bellissimo soffitto in legno ed un quadro della trinità di R. Rinaldi del 1899.

 

Personaggi Storici

Raffaele Pellegrino
Poeta carducciano, politico e polemista,nato a San Fili nel 1857. Direttore di due giornali "Il Telescopio" ed "Il Microscopio". Esercitò a San Fili importante funzione culturale nei primi anni del 900.
Domenico Berardi
Economista nato nel 1852. Morì nel 1914.
Antonio Granata
Pittore vissuto nel XVIII secolo. Parte dei suoi dipinti sono presenti nella chiesa di San Domenico a Cosenza.
Raffaele Rinaldi
Pittore vissuto nel XIX secolo. Decorò molte chiese della Calabria.
Aquilante Rocchetta Cavaliere del Santo Sepolcro
Autore di un testo descrittivo pubblicato nel corso del XVII secolo su un viaggio in Terra Santa. Morì a Palermo.
Alfonso De Baroni Miceli
Commendatore e Presidente di Corte d'Appello.
Enrico Granata
Medico e Poeta nato a Cosenza nel 1827, fu uno dei maestri della medicina Napoletana. Musicò un inno alla Madonna Immacolata cantato ancora oggi. Fu Sindaco di San Fili nel 1875.