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Maria Santissima Addolorata (Patrona di Bucita) - 8 Settembre


L'avvenimento religioso più importante della comunità bucitese è la festa dell'otto di settembre, data fissa, mai spostata in onore di Maria Vergine Addolorata patrona principale di Bucita. Si racconta che la popolazione bucitese dilaniata dalle rovine e dalle morti che aveva provocato il terremoto del lontano 5 agosto del 1905 e che mandava scosse ormai ogni giorno da circa un mese, provò come gesto estremo di disperazione, a far uscire la Madonna dalla Chiesa e portarla per le vie del paese. Era l' 8 Settembre del 1905, le scosse diminuirono visibilmente fino a scomparire del tutto. In segno di devozione e per ringraziarla del suo gesto di pietà e grazia, la Madonna Addolorata, ogni anno viene festeggiata e per l'occasione sono tanti ancora oggi gli emigrati che puntualmente tornano a Bucita in questa data per rinnovare la propria devozione. La statua della Madonna Addolorata ha continuato a segnare la storia della comunità parrocchiale bucitese con un altro episodio che la vide protagonista. Il 28 agosto del 1982 davanti a centinaia di fedeli la Madonna iniziò a lacrimare: in quella occasione Bucita diventò un coacervo di pellegrini provenienti da ogni parte della Calabria. A distanza di anni nonostante ricerche e indagini, non si è riuscito ad individuare la o le cause scatenanti del fenomeno, per cui tra le altre, non si esclude quella di carattere puramente religioso e metafisico.


Santa Lucia (compatrona di Bucita) - 13 Dicembre


Il tredici dicembre a Bucita si festeggia Santa Lucia compatrona del paese insieme a San Biagio. Per l'occasione si preparava "a cuccia" dolce elaborato diffuso in molti luoghi della Calabria che tra gli altri ingredienti annovera il grano. In tale festività il Paese diveniva un riverbero di gente, tra devoti e mercanti provenienti da diversi paesi, vicini e lontani, da Rende, Montalto Uffugo, da Cosenza, da San Benedetto Ullano, poiché si teneva la fiera degli animali soprattutto maiali oggiormai del tutto persa. In quel giorno e per i successivi era normale udire "u stagninu" o "stagnaru" che gridava: "è arrivatu u stagnaru ca vi stagna e cassarole movitivi ca sinne va", il quale lucidava appunto le pentole di stagno e di rame, che di li a poco sarebbero servite per le provviste dei salami. Ancora oggi in questo giorno nella Chiesa dedicata alla Santa si recano carovane e carovane di donne devote per lasciare a Santa Lucia bottiglie di olio.


Natale a Bucita


Il Natale cominciava con l'Immacolata ed era annunziato da suoni e voci festose di bambini, i quali suonavano "a toccara", strumento artigianale costituito da una cassa di legno, al cui interno era posta una ruota dentata di ferro che, facendola girare per mezzo di una manovella, urtava contro un asse di legno, producendo così un suono onomatopeico. Tale strumento veniva suonato al posto delle campane della Chiesa ed in particolar modo per annunciare la messa di mezzanotte, in prossimità della quale si sentiva incalzante. La vigilia dell'Immacolata a Bucita si faceva "a 'ntenna", una pertica di legno issata al centro di un grande falò e sulla quale ognuno appendeva cose vecchie, soprattutto ceste e cestini. "A 'ntenna" dell'Immacolata oggi non si ripete più, mentre sono per tutti un appuntamento immancabile i falò che si armano la vigilia di Natale e quella di Capodanno. I "cuddruriaddri" fritti, tipico impasto di farina, lievito ed acqua, a forma di grande anello, si preparavano in grande quantità o, solo alla vigilia dell'Immacolata o, solo a quella di Natale. Non si mangiavano subito, ma si conservavano in dei recipienti di terracotta chiamati "gavatuni", che a loro volta si riponevano "intu u casciune" tipica cassa di legno, presente in ogni casa, in cui venivano riposte le provviste. Altri cibi tipici natalizi erano e sono i dolci, quali: "i scaliddri", "i turdiddri", "i chinuliddri"; con i primi la pasta si intreccia a rappresentare la figura di un uomo, individuandone la testa e il corpo, per i secondi si prende una pallina di pasta che si preme contro il fondo di una cesta, rendendoli così un po' cavi all'interno, per i "chinuliddri", invece, si stende uno strato sottile rotondo di pasta al cui centro si mette un ripieno di mostarda con noci o uva passa con noci, si chiude la sfoglia premendo all'estremità. Tutti questi dolci si friggono ed una volta raffreddati "s'ammelanu", si passa cioè nel miele, o si può fare "u nciluppu", si ricoprono cioè con lo zucchero a velo sciolto nell'acqua. La sera di Natale era luogo comune lasciare la tavola imbandita poiché si riteneva che in quella notte i defunti tornassero sulla terra ed avevano quindi bisogno di mangiare. A Capodanno e all'Epifania veniva fatta "a strina" conosciuta anche "questua", in cui in gruppo si andava a calar della sera di casa in casa a fare richiesta di cibo e di doni dopo aversi accattivato le simpatie della famiglia attraverso un canto che prende appunto il nome di "strina" costituito da un ritornello e da strofe di elogio dedicato a ciascun componente della famiglia. Ai "questuanti" venivano offerte salsicce, soppressate, pane e soprattutto vino. Si racconta anche che la notte dell'Epifania era una notte magica, infatti a mezzanotte dalle fontane del paese sgorgava olio e gli animali avevano la facoltà di parlare.


San Francesco di Paola (Patrono di San Fili) - 12 Ottobre


Solenni Festeggiamenti in onore di
SAN FRANCESCO DI PAOLA
3 - 12 ottobre 2005
Martedì 11: ore 18.00 S.Messa, Omelia e Novena
  ore 21.00 nella chiesa Madre "La via di Francesco (via Francisci) sulle orme dei 13 venerdì.
   
Mercoledì 12: Festa del Patrocinio di San Francesco di Paola
  ore 9.00: S.Messa nella Chiesa del Carmine
  ore 16.30 Chiesa Madre: Solenne Processione e ritorno alla Chiesa Madre per Santa Messa Solenne
  Al termine della Messa trasferimento delal statua alla Chiesa dello Spirito Santo dopo lo Spettacolo Pirotecnico in Piazza Madonnina.
   
  ore 21.00 P.za S.Giovanni Spettacolo musicale con Angelo Mauro
   

 



Maria del Carmelo (San Fili) - 16 Luglio

Ritenuta anch'essa Patrona del Comune di San Fili assieme a San Francesco di Paola, si festeggia, sia con iniziative religiose che con iniziative laiche e/o civili, il 16 luglio di ogni anno.


Fiera di Santa Maria degli Angeli (C.da Frassino) - Agosto